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  • Luigi Enzo Mattei (martedì, 25. febbraio 2014 22:18)

    Sono contento, bella presenza !

 

 

Come si attraversa una porta per entrare nella propria abitazione - luogo dove si riunisce la famiglia - cosi a Bologna, ancora oggi, si entra dalla “Porta” per dirigersi al centro della città.

 

Chi visita Bologna certamente annota nella memoria le due Torri, i Portici interminabili, le Sette Chiese, piazza Maggiore e il Nettuno del Giambologna (pseudonimo di Jean de Boulogne, uno scultore fiammingo del 1500) sito nell’adiacente piazza Re Enzo. Probabilmente ricorda il colle della Guardia dove svetta il santuario della Madonna di San Luca e San Michele in Bosco: due colli dai quali, se il tempo è favorevole, si può gustare un panorama ottimo della città. Monumenti e luoghi che identificano la città con la sua storia, vestigia che, nel loro insieme, rendono la mia città meravigliosa.

 

Chi scrive certamente ama la storia, con vivo interesse per l’epoca medievale e rinascimentale, forse condizionato dall’avere vissuto tra le mura (ideali) di una città che particolarmente tra il ‘400 e il ‘500 teneva il passo della magnifica Firenze.

 

Le Porte di Bologna sono (erano) dodici. Perché? Basti rileggere quel versetto del Libro dell’Apocalisse di san Giovanni: “E’ cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele (Ap 21, 12).

 

Si, Bologna è sempre stata una città molto legata alla Sacra Tradizione Cattolica. Molti se lo sono dimenticato.

 

Ma Bologna da sempre è aperta allo scambio culturale, allo Studio che porta alla conoscenza dei fatti e delle cose.

 

Le Porte di Bologna sono porte aperte, rappresentando in qualche modo lo spirito amichevole e il carattere socievole dei bolognesi.