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  • Luigi Enzo Mattei (martedì, 25. febbraio 2014 22:18)

    Sono contento, bella presenza !

PORTA FIDEI

 Porta Fidei, priva di ante poiché sempre aperta per noi, è formata da una struttura architrava, che ne costituisce il portale, sormontata all’attico dal gruppo della Trinità, cui è unita Colei che è “beata” poiché ha creduto.

 

Alla base sono le immagini allegoriche di Fede-Speranza e Fede-Carità; nelle sovrastanti zone a cartiglio l’Annunciazione ed il Battesimo di Gesù; sopra di queste il Crocifisso deposto ed il Crocifisso Risorto.

 

A sigillo lo stemma del Papa Benedetto XVI a cui sono stati accostati successivamente gli elementi propri di quello del Papa Francesco, custoditi dall’emblematica immagine del “poverello d’Assisi”.

 


 

TRE VOLTE FRANCESCO: FEDE, SPERANZA, CARITA’

 

Luigi E. Mattei, scultore

 

L’Anno della Fede, che il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha decretato con la Lettera Apostolica in forma di “motu proprio” dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013, si è sovrapposto all’Anno Costantiniano, celebrativo del 1700° della Battaglia di Ponte Milvio e dell’editto di Tolleranza.

 

Appuntamenti importanti, cui ho inteso corrispondere, nell’ambito della mia attività professionale, con due imprese già annunciate dalle immagini negli Annali 2012 della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, della quale sono divenuto Corrispondente: l’opera Porta Fidei, in terracotta e legno, ora collocata nella Cattedrale Metropolitana di San Pietro in Bologna e la ricostruzione fisiognomica nel bronzo dell’Imperatore Costantino e della madre Elena, sculture destinate alla romana Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

 

Poi si è snodata l’inimmaginabile successione degli eventi che hanno arricchito e “completato” tale tempo già storico; eventi straordinari che sono andati a modificare ma anche a “perfezionare” progetti e programmi: due Vescovi di Roma, due Papi in Vaticano: l’avvento di Francesco.

 

Le Virtù Teologali, che campeggiano in Porta Fidei, sono così divenute saldo riferimento di tre opere che, attraverso l’immagine del “poverello di Assisi”, portano a Cristo.

Per tali motivi la scultura dedicata all’Anno della Fede, appunto Porta Fidei,  già considerata completa e definita sin dal suo apparire, solennemente benedetta dall’Arcivescovo Cardinale Caffarra l’11 ottobre 2012, rivelatasi così improvvisamente “incompleta”, è stata recentemente (5 Ottobre 2013) perfezionata dalla nuova presenza dovuta alla figura in bronzo di San Francesco (patrono d’Italia e compatrono della città di Bologna), posta seduta sulla soglia della porta “priva di ante poiché sempre aperta per noi”; una immagine a dir poco “controcorrente”,  ulteriore sigillo accanto a quello già presente di Papa Benedetto XVI. L’emblematica figura del Santo sarà corredata dagli elementi dello stemma araldico del nuovo Papa: il monogramma IHS, la stella di Maria, la  foglia di nardo che la tradizione sudamericana attribuisce all’iconografia di San Giuseppe  ed alla base il motto “miserando atque eligendo” (1). Sarà questo, che invita a valicare Porta Fidei, “il Francesco della testimonianza”, della Fede.

 

“Francesco della letizia”, quello della Speranza, andrà invece ad apparire in un’altra opera la cui inaugurazione è prevista entro lo stesso mese di ottobre; lo andrò infatti ad inserire, in bassorilievo, nella lunetta a sfondo della Natività di Palazzo Caprara-Montpensier - sede della Prefettura di Bologna - una nobile e pregiata dimora ove, nella grande composizione fittile voluta dal Prefetto Angelo Tranfaglia, il Santo sarà effigiato per essere stato l’iniziatore della tradizione etica, estetica e poetica della scena presepiale, in altre parole “artista autentico” oltre che grande Santo.

 

Quello della Carità, “Francesco della Passione”, sarà inserito nel XII altorilievo della Via Crucis all’Altomare,  Santuario mariano ad Andria; così raffigurato nella fusione in bronzo della Crocifissione, parte del vasto complesso plastico in via di realizzazione ed il cui scoprimento è in calendario proprio al compimento dell’Anno della Fede. Come incastonato nella scena, totalmente immedesimato in Colui del quale porta le stimmate, Francesco è totalmente partecipe all’evento; pur non essendone contemplato nell’unità di tempo, posto in logica connessione con il Crocifisso, viene assunto in quella dello spazio superando ogni barriera cronologica.

 

Tre opere coeve, destinate a luoghi e ruoli diversi: una Cattedrale, una regale Dimora, un Santuario rupestre, a sottolineare e confermare il valore e l’universalità del Messaggio: appunto tre volte Francesco nell’Anno del Signore 2013.

 

(1) Il motto del Santo Padre Francesco è tratto dalle Omelie di San Beda il Venerabile, sacerdote (Om. 21; CCL 122, 149-151), il quale, commentando l’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, scrive: “Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me” (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi).

 

 

 

LETTERA APOSTOLICA
IN FORMA DI MOTU PROPRIO

PORTA FIDEI

DEL SOMMO PONTEFICE
BENEDETTO XVI

CON LA QUALE SI INDICE L'ANNO DELLA FEDE

 

 

1. La “porta della fede” (cfr At 14,27 Non appena furono arrivati, riunirono la comunità e riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede.  ) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo (cfr Rm 6, 4 Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.), mediante il quale possiamo chiamare Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio attraverso la morte alla vita eterna, frutto della risurrezione del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui (cfr Gv 17,22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.). Professare la fede nella Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo – equivale a credere in un solo Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.): il Padre, che nella pienezza del tempo ha inviato suo Figlio per la nostra salvezza; Gesù Cristo, che nel mistero della sua morte e risurrezione ha redento il mondo; lo Spirito Santo, che conduce la Chiesa attraverso i secoli nell’attesa del ritorno glorioso del Signore.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20111011_porta-fidei_it.html